Olio

Olio extra vergine di oliva Lametia

olio lamezia

olio lamezia

Lavorazione = L’olio extra vergine di oliva Lametia è prodotto da olive sane, staccate direttamente dalle piante a mano ovvero meccanicamente e provengono almeno per il 90% da alberi della cultivar Carolea. La produzione di olive per ettaro non può essere superiore a 13.000 Kg. negli oliveti specializzati con una resa in olio che non può superare il 20%. La raccolta dell olive inizia all’invaiatura e termina entro il 15 gennaio di ogni campagna oleicola. La molitura delle olive avviene entro due giorni dalla raccolta.

Territorio = CZ

Descrizione = Olio extra vergine di oliva con le seguente caratteristiche minime chimiche ed organolettiche:
ACIDITA’: max 0,5%.
NUMERO PEROSSIDI: Minore o uguale a 14,00 Meg.
POLIFENOLI TOTALI: Maggiore o uguale a 170.
COLORE: Da verde al giallo paglierino.
ODORE: Fruttato.
SAPORE: Delicato di fruttato.
ALTRI PARAMETRI CHIMICO FISICI: Conformi all’attuale normativa UE.

AREA DI PRODUZIONE: La zona comprende tutti i terreni ricadenti nella pianura e nella zona collinare della piana di S. Eufemia Lamezia. Rientra nella zona geografica delimitata dall’intero territorio dei seguenti comuni: Gizzeria; Lamezia Terme (ex S. Eufemia Lamezia, Sambiase e Nicastro); Maida, San Pietro a Maida, Feroleto Antico, Pianopoli, Curinga e parte del territorio dei comuni di Filadelfia e Francavilla Angitola.

PROVA D’ORIGINE: La coltivazione dell’olivo nell’area in esame è di antichissima data. Le prime coltivazioni risalgono al IX e al XII secolo. La particolarità di questo areale, naturalmente vocato alla coltivazione dell’olivo, rappresentata dal fatto che gli oliveti sono costituiti da piante di una sola ed esclusiva cultivar: “la Carolea”; le altre, presenti per circa il 10%, hanno funzioni di piante impollinatrici. Questa cultivar originaria ed autoctona del Lametino è conosciuta infatti anche con il sinonimo di Nicastrese. E’ in grado di produrre un olio dalle elevate caratteristiche chimico-organolettiche, evidenziate sia da indagini analitiche condotte negli anni 1969-1972 dall’Istituto di Industrie Agrarie dell’Università di Bari e sia dall’Istituto Sperimentale per l’Olivicoltura nel 1991. Entrambe le indagini concludono nell’affermare che l’olio extra vergine di oliva prodotto nella Piana del Lametino con la cultivar Carolea, sia dal punto di vista chimico-fisico che organolettico, evidenzia caratteristiche del tutto analoghe a quelle dei migliori oli dell’Italia centrale. La sua storia è collegata all’evoluzione agronomica e tecnica della conduzione degli oliveti; evoluzione che ha permesso il superamento degli ostacoli che dapprima contrastavano la produzione di oli pregiati, cioè la mosca delle olive (Bracocera, Dacus Oleae) e soprattutto della raccolta delle olive direttamente dall’albero con l’impiego di scuotitori meccanici. ciò ha consentito a molte aziende della zona e alla cooperativa Laconia di produrre e commercializzare ingenti quantitativi di olio extra vergine di oliva.

LEGAME GEOGRAFICO: L’ambiente pedoclimatico del Lametino, particolarmente vocato alla coltivazione dell’olivo, ha selezionato nei secoli una cultivar che è nata proprio nella zona di Nicastro, da dove si è diffusa per tutta la Piana di Lamezia e nelle zone circostanti. Tale cultivar conosciuta con il nome di Nicastrese o Carolea è stata descritta agronomicamente per la prima volta oltre 100 anni addietro (1889) dal Carbone (Carbone G.A. L’olivo e l’olio. Modo di migliorarne la coltivazione e la qualità. Stab. Tip. Lanciano e D’Oria Napoli 1889), il quale nell’illustrare le razze di olivo coltivate in Provincia di Reggio Calabria, esalta la qualità dell’olio della Carolea e sottolinea che è la varietà più vetusta che vi si incontra, ma ne sconsiglia la diffusione nel reggino, poiché la varietà Carolea è cultivar delicata e ben si sviluppa nel suo areale di origine. più recentemente (1977) uno studio, condotto dall’Istituto Sperimentale per l’Olivicoltura sulle principali cultivar di olio presenti in Calabria, precisa le caratteristiche della Carolea confermando la sua specificità nell’areale lametino e concludendo che “è eccellente cultivar a duplice attitudine (olio e mensa); la resa in olio risulta essere elevatissima e l’olio di eccellente qualità … E’ cultivar di notevole interesse”. Tali positivi apprezzamenti sono riservati esclusivamente alla Carolea su ben 13 cultivar esaminate (R. D’Amore e Altri. Contributo allo studio delle principali cultivar d’olivo presenti in Calabria. Annuali dell’Istituto Sperimentale per l’Olivicoltura – Numero speciale Volume I, Cosenza 1977). La ragione della ristretta collocazione di tale cultivar, che si trova concentrata nella piana del Lametino e zone circostanti, è da ricercarsi nella circostanza che la Carolea è razza autoctona del Lametino ed in questo particolare ambiente pedoclimatico trova le condizioni ottimali per estrinsecare nel migliore dei modi le sue peculiari caratteristiche qualitative ed organolettiche dell’olio, nonché vegetative e produttive.

disciplinare

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI Provvedimento 29 ottobre 1999 – Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 265 dell’11 novembre 1999
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA DELL’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA “LAMETIA”.

ARTICOLO 1

Denominazione La denominazione di origine controllata “Lametia” e’ riservata all’olio di oliva extravergine rispondente alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

ARTICOLO 2

Varietà di olivo: La denominazione di origine controllata “Lametia” deve essere ottenuta dalla varietà di olivo Carolea presente negli oliveti in misura non inferiore al 90%. Possono concorrere altre varietà in misura non superiore al 10%.

ARTICOLO 3

Zona di produzione Le olive destinate alla produzione dell’olio di oliva extravergine della denominazione di origine controllata “Lametia” devono essere prodotte, nell’ambito della provincia di Catanzaro, nei territori olivati della Piana di Lamezia Terme idonei alla produzione di olio con le caratteristiche e livello qualitativo previsti dal presente disciplinare di produzione, che comprende, tutto o in parte, il territorio amministrativo dei seguenti comuni: Curinga, Filadelfia (in parte), Francavilla Angitola (in parte),Lamezia Terme (ex Nicastro, Sambiase, S. Eufemia) Maida, S. Pietro a Maida, Gizzeria, Feroleto Antico e Pianopoli.Tale zona e’ cosi’ delimitata in cartografia 1:25.000: da una linea che, partendo dal punto più a nord sul mar Tirreno del confine comunale tra Gizzeria e Falerna, segue poi, in direzione est, il confine settentrionale del comune di Lamezia (ex Sambiase, Nicastro e S. Eufemia) e prosegue, sempre verso est, sul confine settentrionale del comune di Feroleto Antico, per discendere verso sud lungo il confine di Pianopoli fino a raggiungere la confluenza dei comuni di Amato e Marcellinara (esclusi dall’area) e Maida. Da questa confluenza prosegue verso sudest lungo il confine settentrionale del comune di Maida, dal quale percorre, proseguendo verso sud, il limite est, confinante con il comune di Caraffa di Catanzaro (escluso dall’area) per ritornare verso ovest-sud-ovest lungo il confine meridionale di Maida (attiguo a quelli di Cortale e Jacurzo esclusi dall’area) fino ad incontrare il punto di confluenza dei confini comunali di Maida e S. Pietro a Maida. Di quest’ultimo ne percorre il confine comunale esposto a sud-est per raggiungere il punto d’incontro con il territorio del comune di Curinga e discendere verso sud lungo il confine di levante e meridionale dello stesso comune. Tale linea, nell’intercettare il confine settentrionale del comune di Filadelfia, si dirige verso sud-ovest escludendo tutta la parte posta a sud del centro urbano dello stesso comune, situata ad una altitudine di 554 metri s.l.m. Proseguendo verso ovest la linea raggiunge il confine del comune di Francavilla Angitola; nel punto d’incontro con detto confine ne percorre il limite di levante discendendo verso sud fino alla contrada Castellano. Da questa, escludendone il territorio posto a sud, prosegue verso ovest seguendo il confine nord della contrada Caredrande, fino a raggiungere il confine meridionale del comune di Francavilla. Da detto punto la linea costeggia il limite meridionale del comune di Francavilla fino ad incontrare il limite est del comune di Pizzo Calabro. Da questo incrocio risale verso nord sul confine comunale di ponente del comune di Francavilla per ripiegare verso il mare ad ovest lungo il confine settentrionale del comune di Pizzo Calabro fino a raggiungere, proseguendo verso nord, lungo la costa del mar Tirreno, il punto dal quale la delimitazione ha avuto inizio.

ARTICOLO 4

Caratteristiche di coltivazione Le condizioni ambientali e di coltura degli oliveti devono essere quelle tradizionali e caratteristiche della zona e, comunque, atte a conferire alle olive ed all’olio derivato le specifiche caratteristiche. Pertanto, sono da considerarsi idonei gli oliveti i cui terreni, di origine alluvionale, siano costituiti quasi esclusivamente da depositi continentali recenti ed attuali, porosi con permeabilità nell’insieme elevata, con spessore profondo, o molto profondo,sabbiosi o di medio impasto. Per i nuovi impianti sono da ritenere idonei unicamente gli oliveti i cui terreni sono permeabili,profondi, sciolti o di medio impasto, provvisti di buone sistemazioni, atte a garantire lo sgrondo delle acque superficiali e profonde. I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura, devono essere quelli generalmente usati o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle olive e dell’olio.In particolare, oltre alle forme tradizionali di allevamento, per i nuovi impianti sono consentite altre forme di allevamento con una densità di impianto fino a 400 piante per ettaro.La produzione massima di olive/Ha non può superare i quintali 130 per ettaro negli oliveti specializzati.Per la coltura consociata o promiscua gli organi tecnici della regione Calabria accertano la produzione massima di olive/Ha in rapporto alla effettiva superficie olivetata. Anche in annate eccezionalmente favorevoli la resa dovrà essere riportata attraverso accurata cernita purché la produzione globale non superi di oltre il 20% il limite massimo sopra indicato.La raccolta delle olive viene effettuata a partire dall’inizio dell’invaiatura e non si protrae oltre il 15 gennaio di ogni campagna oleicola. La raccolta delle olive deve essere presentata secondo le procedure previste dal decreto ministeriale 4 novembre 1993, n. 573, in unica soluzione.

ARTICOLO 5

Modalità di oleificazione Le operazioni di estrazione dell’olio e di confezionamento devono essere effettuate nell’ambito dell’area territoriale delimitata nel precedente art. 3. La raccolta delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata”Lametia” può avvenire con mezzi meccanici o per brucatura. La resa massima di olive in olio non può superare il 20%. Per l’estrazione dell’olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici atti a produrre oli che presentino il più fedelmente possibile le caratteristiche peculiari originarie del frutto. Le olive devono essere sottoposte a lavaggio a temperatura ambiente; ogni altro trattamento e’ vietato. Le olive devono essere molite entro i due giorni successivi alla raccolta.

ARTICOLO 6

Caratteristiche al consumo L’olio di oliva extravergine a denominazione di origine controllata “Lametia” all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche: colore: da verde al giallo paglierino; odore: di fruttato; sapore: delicato di fruttato;punteggio minimo al panel test > o = 6,5; acidità massima totale espressa in acido oleico, in peso, noneccedente grammi 0,5 per 100 grammi di olio; numero perossidi

ASSOCIAZIONE RICHIEDENTE: Laconia Cooperativa Agricola Srl – Indirizzo: Via Dante Alighieri – 88020 Acconia di Curinga (Catanzaro)

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