Pasta, panetteria, pasticceria

Stroncatura (Struncatura)

LAVORAZIONE DEL PRODOTTO: Esclusivamente manuale.

TECNICHE DI LAVORAZIONE: Preparare un condimento a base di olio abbondante, aglio, acciughe e olive, aggiungere la pasta al condimento, spolverare con formaggio e mollica di pan grattato.

PERIODO DI LAVORAZIONE: Tutto l’anno.

stroncatura

territorio = RC

INGREDIENTI UTILIZZATI: Per la pasta: farina integrale di frumento. Per il condimento: olio, acciughe, aglio, olive nere, formaggio, mollica grattugiata di pane biscotto.

FORMA: Linguine.

DIMENSIONI MEDIE: Lunghezza di circa 40 cm.

SAPORE: Deciso e piccante.

ODORE: Rustico.

COLORE: Colore scuro.

TERRITORIO INTERESSATO DALLA PRODUZIONE: Piana di Gioia Tauro (RC).

“La stroncatura” è un tipo particolare di pasta, di fattura antica, che oggi si trova solo nella Piana di Gioia Tauro, essa contribuì moltissimo ad arricchire la storia dell’alimentazione presso i ceti più bassi di questo territorio.Questa pasta veniva prodotta in casa utilizzando le “scopature” di magazzino, cioè raccogliendo da terra i residui misti di farina e crusca durante le operazioni di molitura del grano. Il colore era ovviamente scuro e la stroncatura veniva messa in vendita a prezzi molto bassi.Talvolta risultava di sapore fortemente acido  e veniva data in pasto a maiali e galline.Le classi sociali meno abbienti ne facevano grande uso per l’economicità e per correggere il sapore o per attenuare il grado di acidità, usavano condirla con salse molto piccanti o con acciughe salate ed aglio.Oggi l’uso della stroncatura è ancora vivo, naturalmente essa è stata migliorata: il colore scuro viene determinato dall’utilizzazione di farine integrali, mentre la “callosità” è dovuta non più a difetti di pastificazione, bensì all’uso di grano duro ed alla grossolana crivellazione della farina.Se ne ha testimonianza nel “Diario di un viaggio a piedi – Provincia di Reggio Calabria 1847” di Edward Lear (1812-1888), pubblicato a Londra per la prima volta nel 1852.

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